Voler tracciare la storia di Seventy e di ciò che questo marchio ha rappresentato e rappresenta al giorno d’oggi all’interno della scena della moda mondiale, significa ripercorrere i passi delle vicende professionali di Sergio Tegon, il noto imprenditore veneto che, dopo aver avuto un’esperienza lavorativa commerciale di Coin, prese la decisione di mettersi in proprio, lasciando la posizione di lavoratore dipendente per fondare il proprio marchio e lanciarsi sul mercato. Si è trattata di una scelta molto rischiosa, ma che Sergio non ha mai rinnegato e non si è mai sentito di
rivedere, anche nei momenti di più alta difficoltà.

Il marchio Seventy è nato nel 1970 e si è subito imposto grazie ai suoi prodotti di qualità e di tendenza, che fin dal primo momento sembrano essere stati destinati e popolare l’armadio dei più grandi appassionati di moda. A ciò hanno contribuito, senza ombra di dubbio, l’attenzione e la cura messa in ogni singolo passaggio della produzione: dalla scelta dei materiali alle strategie di utilizzo degli stessi, Seventy si è sempre imposto come uno dei marchi leader sul mercato. Insomma, si può dire che questa marca rifletta le caratteristiche dell’imprenditore che l’ha fondata: temerarietà, sicurezza e voglia di fare bene.

Una curiosità riguarda sicuramente il nome. Come mai Seventy? Per via della sua data di fondazione, che come abbiamo detto è avvenuta nel 1970. Con il passare del tempo, ci sono stati dei cambiamenti e il marchio viene oggi riconosciuto anche come Ca’ da Mosto, a causa di un antico palazzo di Venezia, anche se la maggior parte degli appassionati è rimasta fedele al nome originale.

Uno dei primi successi del marchio è avvenuto nel 1975, pochi anni dopo la sua fondazione. Il lancio della linea denimwear Pepper, è stata una vera e propria catapulta verso le passerelle di più alto spessore. L’idea di fondo di quella serie di capi d’abbigliamento è stata quella di parlare ai
giovani, di confrontarsi con chi è abituato a viaggiare spesso e necessita di un paio di jeans che siano sia comodi, ma che permettano anche di farsi riconoscere all’interno di culture differenti. I dettagli in pelle aggiunti sul pantalone e sulla giacca hanno fatto sì che Seventy si affermasse non solo a livello locale, ma si presentasse come una valida alternativa agli altri marchi più famosi.

Dopo il successo della linea Pepper, altre serie affiliate vennero prodotte, sempre indirizzate ad una clientela giovane e dinamica, come la classe che stava formandosi in quegli anni dopo le turbolenze del ’68. In questo è inevitabile vedere l’impronta imprenditoriale di Sergio Tegon, che grazie alle sue conoscenze del mercato è riuscito ad anticipare i tempi e posizionarsi in maniera originale ed unica.
A queste linee “secondarie”, se così si possono chiamare, non sono mancate la concentrazione e dedizione verso la creazione di un brand che potesse essere riconosciuto in tutto il mondo in maniera più integrale ed organica. Così, con il passare degli anni, Seventy si è lentamente affermato come uno dei marchi più noti a tutto tondo, offrendo capi sia da donna, che da uomo.

Parlare ad un ampio mercato è stata la strategia vincente e, ad oggi, Seventy si presenta come il punto di riferimento per ogni amante della moda.
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